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​ La gestione italiana delle corsie autostradali

Ultimo post del 2017 che inaugura una nuova categoria: “Polettica”, fusione di Polemica e Poletti. Gli articoli con questa etichetta saranno ancora più taglienti e utilizzeranno, senza esagerare, un linguaggio talvolta ancora più crudo e diretto. Vogliate scusarmene anticipatamente.

La Polettica odierna riguarda la tipica, italianissima e odiosissima gestione delle corsie autostradali da parte degli automobilisti.

Perché noi italiani, e in particolar modo noi maschietti, siamo convinti che le corsie siano poste in ordine di lunghezza dell’uccello crescente da destra a sinistra.
Ora, io possiedo due automobili, di cui una piuttosto potente e l’altra un catorcio a pedali, e anche quando guido la prima (con la seconda è un vincolo strutturale) non disdegno di viaggiare anche nella corsia “di marcia”, ritenuta evidentemente dai più quella “degli sfigati”. Lo si deduce dal fatto che se provate a scattare una foto in un momento qualsiasi vedrete la più alta concentrazione di vetture nella corsia di sorpasso (quella a sinistra), alcune nella corsia centrale, e praticamente nessuna in quella di marcia (a destra).
[Sono naturalmente esonerati da questo discorso gli automobilisti britannici in visita al nostro Bel Paese, perché potrebbero giustamente essere ingannati dall’abitudine di fare sempre le cose al contrario.]
Ma perché?!?!?
Dico io: se uno è più veloce di un altro, potrà passarlo no? Perché tu davanti ti devi sentire offeso? Allora vuol dire che pensi davvero di avercelo più corto!
Poi tu ti spazientisci e inizi a fare i fari, per indicare senza troppa arroganza il messaggio che in cuor tuo è un po’ più diretto, e suona più o meno come un “pirla, levati dai coglioni”, ma lui (si, lui, maschio medio italiano) non si sposterà così facilmente: prima scalerà in terza per cercare la massima coppia possibile, anche se sta già a 140 km/h sulla Punto prima serie, poi inizierà a traslare orizzontalmente sulla corsia al solo scopo di darti l’illusione di lasciarti passare e ottenendo l’effetto di farti scappare a voce alta i peggiori sproloqui che conosci, accompagnati da abbondati strombazzate di clacson.
Alla fine, diversi chilometri più avanti, non si sa bene se per sfinimento suo o tuo, deciderà repentinamente di far avverare il tuo desiderio iniziale (quello di vederlo levarsi dai coglioni) ma lo farà solo e soltanto dopo aver appurato che, prendendo tu il suo posto, te ne troverai davanti uno pirla almeno quanto lui, e non mancherà di guardarti soddisfatto mentre lo sorpasserai, tornando ad ingranare la quinta marcia dopo 10km a 6mila giri, che tu ti chiedi come cazzo faccia quella Punto a viaggiare ancora dopo ormai 25 anni!
Poi c’è la sottocategoria di quelli che si sentono di diritto vincolati alla sola corsia di sorpasso perché hanno il macchinone, targato al massimo un paio di mesi prima, luccicante e full optional. Questi anche se stanno andando a 60 km/h lo fanno sempre e solo sulla corsia più a sinistra possibile, e potendo stanno costantemente a cavallo tra la striscia che delimita la corsia e lo spartitraffico tra un senso di marcia e l’altro, come ad inventarsi un’ipotetica quarta corsia, quella dei coglioni.
E comunque, giusto per precisare ai colleghi maschietti autisti della categoria appena indicata, si sa da tempo che più grossa è la macchina e più piccolo l’uccello (salve rare eccezioni 😌😏).
A coronamento e conferma di questa mia polettica, l’episodio di ieri: sono stato in Svizzera e ho involontariamente imboccato l’autostrada. Ne ho dovuti percorrere circa 15 km prima di trovare un’uscita per tornare indietro, e dopo i primi sproloqui devo dire di aver apprezzato particolarmente questa esperienza.
Perché su quella autostrada, a due sole corsie peraltro, la gente viaggia ordinatamente sulla corsia “dei lenti” finché non ha necessità di sorpasso, e poi rientra, ordinatamente, senza sfareggiamenti, senza strombazzate di clacson, diti medi o altre cazzate “delle nostre“.
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