I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni e Guido da Verona

Addio monti sorgenti dall’acque ed elevati al cielo; cime inuguali, note a chi… eccetera; torrenti de’ quali… eccetera, ville sparse e biancheggianti sul pendio, come branchi… eccetera; addio casa natia, dove, sedando, con un pensiero… eccetera; addio, casa ancora straniera, sogguardata non senza rossore; addio, chiesa dove l’animo tornò tante volte sereno, addio, per sempre addio, sante memorie, e volanti corsieri!…

Non sparatemi! non sono io (quello del blog) che mi sono permesso di storpiare in questo modo il celeberrimo passaggio de I Promessi Sposi, quello in cui Lucia saluta la sua terra mentre fugge dal disastro provocato dal rocambolesco tentativo di matrimonio a sorpresa!

Breve introduzione all’autore: Guido da Verona (e da Intimiano)

Non sono stato io, dicevo, ma un nostro concittadino molto più illustre di me, tale Guido da Verona (in realtà all’anagrafe Guido Verona, nato infatti in provincia di Modena, ma resosi conto che il “da Verona” lo avrebbe certamente reso più figo!), residente – se così di può dire – a Capiago Intimiano ormai 100 anni fa.

Già, questo strano personaggio fa parte della nostra storia locale, oltre che della Storia della Letteratura italiana moderna, da cui purtroppo è stato in qualche modo “cancellato”; e non è che abitasse proprio in una casetta qualsiasi o un villino da borghese… no, no, innamoratosi delle nostre zone ha proprio fatto lo sborone comprandosi tutto il Castello di Ariberto, terre incluse!

Un personaggio davvero interessante di cui ho scoperto l’esistenza molto di recente (beata ignoranza ma benedetta curiosità), grazie alla frequentazione del Castello stesso e della splendida Biblioteca.

Tuttavia non è questa la sede per narrare la storia del nostro illustre concittadino, voglio parlare un poco del suo capolavoro. Per quanto riguarda l’autore basti sapere (e mi riprometto di scrivere qualcosa di più ampio e dedicato) che parliamo di un piccolo D’Annunzio, di un precursore di romanzi della serie “Cinquanta sfumature di grigio“, autore di best-seller da fare invidia ai giganti blasonati della letteratura politically-correct, di un soggetto che negli anni del Fascismo sfrecciava per le strade del nostro paesino a bordo di una fuori serie, accompagnato da un’affascinante compagna ballerina russa.

Insomma certamente un personaggio fuori dagli schemi, irriverente, pieno di idee e progetti spesso lontani dal pensiero comune dei suoi contemporanei… forse anche per questi tratti ne sono molto affascinato (anche lui un folle? un genio? no, no: certamente un folle genio!).

La parodia de I Promessi Sposi

Personalmente, per quanto possa valere la mia opinione di non letterato, considero la parodia de I Promessi Sposi di Guido da Verona il libro più geniale che abbia mai letto.
Sono effettivamente un po’ di parte, per due motivi almeno: 1) sono innamorato della versione originale, imparata alle Medie, ristudiata al Liceo e riletta successivamente almeno 4-5 volte, e 2) l’autore della parodia mi affascinava già in partenza.

Ad ogni modo ad un capiagointimianese che abbia anche solo minimamente apprezzato l’originale capolavoro del Manzoni questa lettura è fortemente consigliata.
Un suggerimento nell’approccio al libro: ripassare prima anche solo a grandi linee l’originale, mettere da parte ogni schema o pregiudizio, e tenere a mente che Guido scrive negli anni 20-30 del ‘900.

Non mi permetto di scriverne una recensione ufficiale, non sono capace e non voglio influenzare potenziali lettori. Mi limito a dire che la genialità (a mio avviso) sta nell’aver ricalcato lo schema dei capitoli originali, nell’aver ripreso molti passaggi “pari pari”, nell’aver contestualizzato i personaggi nell’epoca dello scrivente (ricordate? fascismo, anni 20-30…) e nell’aver saputo sdrammatizzare tutti i timori del Manzoni nel riportare certi fatti o nomi realmente accaduti o esistiti, infischiandosi palesemente di eventuali ripercussioni.

Tutto questo, e poi vado a riportare qualche passaggio specifico dell’opera, lo ha in qualche modo portato alla rovina, e quindi alla morte; e dove lo troviamo sepolto? nel nostro cimitero di Intimiano! Che onore!

Qualche passaggio, per stuzzicare la curiosità di leggerlo

Ho iniziato a leggere la parodia appuntandomi i passaggi più divertenti o più incisivi. Ho smesso a pagina 3, rendendomi conto che avrei praticamente appuntato il 95% del testo.

Qui di seguito riporto qualche riga presa dai passaggi più famosi dell’originale del Manzoni, affiancandovi la geniale parodia del Da Verona.

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Non ditemi che non state già correndo a cercarne una copia! Vi agevolo subito la ricerca, qui sotto.

Se poi l’avete già letto, vi prego, lasciate un commento facendomi sapere cosa ne pensate!

Dove trovare il libro?

Risposta facilissima: in Biblioteca al Castello di Ariberto!

Risposta per chi ama possedere i libri che legge: su Amazon costa 6 euro.

Per i più digitalizzati: l’ebook su Amazon costa 1 euro!

Per i digitalizzati col braccino corto: su LiberLiber l’ebook in PDF è gratis!

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